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B I O M E D I A S O U R C E B O O K S
BSB11 - Guida all'uso clinico dei biomarcatori in oncologia 2002M. Gion
P R E S E N T A Z I O N E
Nell'ultimo decennio lo sviluppo della Evidence-Based Medicine ha portato all'elaborazione ed alla disseminazione di linee guide per molte problematiche cliniche. Tuttavia, nel campo dei biomarcatori tumorali le linee guida sono rimaste veramente aneddotiche e, in pressoché tutti i casi, caratterizzate da raccomandazioni di carattere restrittivo, che suggeriscono cosa non fare piuttosto che cosa fare. Ci= è dovuto prevalentemente a due ragioni: il basso livello di evidenza raggiunto dagli studi sui biomarcatori finora pubblicati e l'arbitrarietà degli end-points clinici considerati. Circa questo secondo aspetto, è necessario mettere in rilievo che le linee guida prodotte dal mondo anglosassone valutano il significato dei biomarcatori in relazione all'impatto sulla riduzione della mortalità. In realtà, il giudizio sull'utilità dei biomarcatori dovrebbe considerare numerosi altri parametri, quali ad esempio la qualità della vita, il gradimento da parte del paziente per una data modalità di monitoraggio, i costi e l'impegno delle strutture sanitarie.
In questo stesso decennio, accanto allo sviluppo della Evidence-Based Medicine, lo scenario è profondamente cambiato anche nello specifico settore dei biomarcatori. Infatti, accanto ai biomarcatori tradizionali, indicatori di estensione di malattia, sono state identificate numerose sostanze associate a meccanismi molecolari strettamente connessi con caratteristiche genetiche o con meccanismi funzionali della neoplasia. Per questi biomarcatori si prospettano nuovi ruoli come fattori predittivi e come surrogate end-points per la valutazione precoce della risposta ai trattamenti. Si ritiene quindi, a ragione, che l'impatto di tali biomarcatori possa diventare strategico per l'applicazione di trattamenti anti-tumorali innovativi basati su farmaci orientati a bersagli biologici.
Ci si trova così oggi ad affrontare una dicotomia fra entusiasmanti potenzialità applicative per un numero crescente di nuovi biomarcatori e criteri generali di impiego e di studio obsoleti, restrittivi e basati su una pletora di vecchi studi su vecchi biomarcatori.
La presente edizione di questa Guida si propone come uno strumento in questo nuovo scenario. La prima edizione fu preparata nel 1987 con l'obiettivo di accrescere l'appropriatezza di impiego dei biomarcatori in clinica. Le due successive edizioni erano ancora finalizzare principalmente allo stesso obiettivo. Questa edizione 2001, pur mantenendo l'impostazione e lo stile delle precedenti, è stata profondamente aggiornata nei contenuti, per ottenere il duplice obiettivo di continuare a promuovere l'appropriatezza dell'uso dei biomarcatori e di indicare i nuovi scenari di applicazione e la metodologia appropriata per affrontarli.
Anche le modalità di preparazione della guida sono state rinnovate in aderenza con le indicazioni della Evidence-Based Medicine. Infatti, le evidenze della letteratura sono state raccolte, revisionate e riassunte sistematicamente da un gruppo di ricercatori del Centro Regionale Indicatori Biochimici di Tumore di Venezia e le raccomandazioni sono state revisionate dal Prof. Francesco Boccardo oncologo dell'Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova, che ne ha verificato l'aderenza alle necessità di applicazione clinica.
Il percorso formativo iniziato nel 1987 continua quindi, tradizionalmente fedele ad un modello di praticità e facile consultabilità, ma reattivo nei contenuti ai profondi e significativi cambiamenti della biologia e della metodologia clinica che stiamo vivendo.
I N D I C E D E I C O N T E N U T I
Presentazione
Metodologia utilizzata per preparare la guida
Definizione, note di classificazione e possibili funzioni
- CLASSIFICAZIONE
- Classificazione secondo le caratteristiche biochimico-biologiche
- Classificazione secondo la specificità tissutale
- POSSIBILI FUNZIONI
Cause non oncologiche di variazioni dei livelli dei biomarcatori
- CAUSE CLINICHE
- Eventi fisiologici, abitudini voluttuarie e malattie non oncologiche
- CAUSE IATROGENE
- CAUSE ANALITICHE
- Autoanticorpi antitireoglobulina e dosaggio della tireoglobulina
- Il problema degli HAMA
- L'effetto gancio: un'importante causa di falsi negativi
Metodi di misura: importanze nelle decisioni cliniche
- ACCURATEZZA DEL METODO
- PRECISIONE DEL METODO
Interpretazione del dato di laboratorio
- VALUTAZIONE DI UN UNICO REFERTO
- Impiego clinico: sensibilità, specificità, valore predittivo
- Il confronto tra diversi biomarcatori: la curva ROC
- La potenziale utilità clinica di un biomarcatore: il rapporto di verosimiglianza
- Valore soglia versus livelli decisionali
- VALUTAZIONE DI PIU' REFERTI SUCCESSIVI
Quando usare i markers nella pratica clinica
- SCREENING
- DIAGNOSI DI TUMORE PRIMITIVO
- DIAGNOSI DI TUMORE AVANZATO
- RICERCA DELLA SEDE DI ORIGINE DI METASTASI A PARTENZA IGNOTA
- BILANCIO DEL TUMORE PRIMITIVO GIA' DIAGNOSTICATO
- MONITORAGGIO POST-OPERATORIO
- MONITORAGGIO A LUNGO TERMINE DOPO LA TERAPIA RADICALE DEL TUMORE PRIMITIVO
- MONITORAGGIO DELLA TERAPIA PER LA MALATTIA AVANZATA
Biomarcatori in materiali biologici diversi dal sangue
Classificazione operativa dei biomarcatori
I biomarcatori nelle diverse patologie
- CARCINOMA SQUAMOSO DEL DISTRETTO TESTA-COLLO
- CARCINOMA DELLA TIROIDE
- CARCINOMA DEL POLMONE
- CARCINOMA DELL'ESOFAGO
- CARCINOMA DELLO STOMACO
- CARCINOMA DEL COLON-RETTO
- CARCINOMA DEL PANCREAS
- CARCINOMA DEL FEGATO
- CARCINOMA DELLE VIE BILIARI
- CARCINOMA DEL RENE
- CARCINOMA DELLA VESCICA
- CARCINOMA DELL'OVAIO
- CARCINOMA DELL'UTERO
- TUMORI GERMINALI DEL TESTICOLO
- CARCINOMA DELLA PROSTATA
- CARCINOMA DELLA MAMMELLA
- MELANOMA
- CARCINOIDE
Tabella sinottica
Biomarcatori affini
Principali caratteristiche dei biomarcatori citati
- CEA
- AFP
- TPA
- TPAcyk
- TPS
- CYFRA21.1
- CA125
- CA19.9
- CA50
- CA72.4
- CA15.3
- CA27.29
- MCA
- CA549
- SCC
- hCG e b-hCG
- hTG
- hCT
- PAP
- PSA totale
- PSA frazione libera
- NSE
- Cromogranina A
- Ferritina
- S-100
- MIA
- BTA
- NMP-22
- ErbB-2
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