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B I O M E D I A S O U R C E B O O K S
BSB17 – La Variabilità Biologica
dai principi alla pratica
Callum G. Fraser, PhD
PREFAZIONE
Questo libro fornisce una guida semplice ma completa su come:
-
produrre dati numerici relativamente alle componenti della variabilità biologica
intra-individuale ed inter- individuale;
- individuare i dati disponibili in letteratura o reperibili in altre fonti;
- utilizzare le informazioni ottenute nella pratica quotidiana del laboratorio
clinico.
L'interesse per le strategie volte a stabilire le specifiche di qualità e
a generare i valori di riferimento basati sulla popolazione ed individuo-specifici è andato
progressivamente aumentando.
Oggi le informazioni di rilievo in questo ambito non sono
facilmente disponibili in un unico testo, ma sono disperse
in molte fonti;
si è perciò ritenuto
utile realizzare questo libro per mettere assieme le conoscenze in questo settore
strategico per la qualità nel laboratorio clinico.
La lettura di questo libro è consigliata a tutti coloro che si occupano
di qualità nella medicina di laboratorio e che,
auspichiamo, dovrebbero essere rappresentati da tutti coloro
che lavorano
in un laboratorio in
cui si processano campioni biologici e, in modo particolare:
- professionisti di laboratorio che si occupano di amministrazione e gestione
della qualità;
- studenti che frequentano corsi universitari e post-laurea nella medicina
di laboratorio;
- i tirocinanti che si stanno preparando per sostenere esami di abilitazione
o di specializzazione.
Spero che gran parte degli argomenti contenuti
nel libro possano risultare di interesse per
quanti richiedono
esami di laboratorio
ed interpretano
risultati numerici e che questi contenuti possano
essere utilizzati per formare gli
studenti di medicina, relativamente ad argomenti
affrontati solo raramente nel corso
di laurea.
Sotto certi aspetti questo libro rappresenta
un aggiornamento del mio precedente breve volume
Interpretation
of Clinical
Chemistry
Laboratory
Data (Blackwell
Scientific Publications Ltd, Oxford 1986).
Comunque, contenuto e organizzazione del volume
sono completamente rivisti.
L'impulso a scrivere questo libro è scaturito da un incontro avvenuto
all'inizio del 2000 con Zoe Brooks, presidente del QIK Quality Is Key, Ltd.,
di Worthington, Ontario, Canada. Zoe mi fece visita a Dundee per vedere come
utilizzavamo nella pratica di tutti i giorni i modelli ed i dati che avevamo
prodotto e descritto negli ultimi venti anni. Anche se avevo resistito a tutti
i precedenti tentativi di aggiornare il mio libro, Zoe riuscì a trasferirmi
l'entusiasmo sufficiente a mettere per iscritto le mie attuali opinioni su
come trasferire la variabilità biologica dai principi alla pratica.
Questo libro è il risultato di una nostra stretta collaborazione. Io
ho scritto la prima bozza del testo, Zoe ha letto l'intero lavoro ed ha aggiunto
molte idee alla versione finale. Janette Devereaux ha disegnato tutti i diagrammi
ed ha realizzato i brevi commenti sulle figure, che ritengo molto esplicative.
La AACC Press ha rielaborato i miei scritti in un formato più conciso
e leggibile. Io, naturalmente, sono il responsabile
di tutti gli errori e le omissioni.
Callum G. Fraser, Febbraio 2001
INTRODUZIONE ALL'EDIZIONE ITALIANA
In uno scenario che privilegia i dibattiti sul consolidamento dei laboratori
clinici, sulla diffusione delle analisi decentrate e sull'efficienza gestionale,
la lettura del libro di Callum G. Fraser su "Variabilità biologica:
dai principi alla pratica", rappresenta un momento di riflessione e meditazione
su quali siano i compiti del laboratorio clinico e dei professionisti che vi
operano. Callum è per me non solo un caro amico, ma uno dei miei mentori.
A Lui devo molti insegnamenti, ricevuti sia nelle numerose occasioni in cui
l'ho avuto come ospite in Italia per tenere relazioni a Congressi scientifici,
sia in Inghilterra ed in altri posti del mondo. A Lui devo lo stimolo ad intraprendere
la strada dell'accreditamento con il Clinical Pathology Accreditation (CPA-UK)
e a Lui devo l'emozione di una visita, inattesa e segno di squisita cortesia,
subito prima della Conferenza del CPA, a Londra, in cui ero stato invitato
a parlare. A Lui devo molti momenti di convivialità, lo scambio di idee,
la revisione di lavori ed ora l'opportunità di una versione italiana
di questo Suo bellissimo libro.
Callum Fraser, da buon scozzese un po' ruvido ma assolutamente illuminato,
sintetizza in modo magnifico, stringente ed esplicativo il concetto di qualità nel
laboratorio clinico, che appare come "stabilire condizioni tali per cui
la qualità di tutti gli esami eseguiti assistano ed aiutino realmente
i clinici a praticare una buona medicina" (Introduzione al Capitolo 2).
Da quest'assunto fondamentale è partita la ricerca che ha portato Callum
G. Fraser a giocare un ruolo centrale nella definizione delle specifiche di
qualità e nella creazione del corpo dottrinale, comunemente conosciuto
con il nome di "variabilità biologica". La definizione delle
specifiche di qualità, quale risulta anche dalla lettura di questo libro, è elemento
centrale nella pratica della medicina di laboratorio. Senza qualità analitica,
senza la creazione della qualità analitica, senza il controllo ed il
miglioramento della qualità analitica, gli altri aspetti, pre-, intra-
e post-analitici non avrebbero ragione di essere. La centralità del
momento analitico determina, a sua volta, l'importanza di definire ed implementare
le specifiche di qualità per ogni esame di laboratorio sulla base delle
necessità cliniche. Quindi, l'elemento essenziale che va definito in
sede prioritaria, è la comprensione dell'obiettivo o degli obiettivi
clinici ai quali l'esame deve rispondere. E non a caso, nel documento di consenso
sulla gerarchia dei modelli per la definizione delle specifiche di qualità,
appaiono al primo posto quelle stabilite sulle basi dell'effetto delle prestazioni
analitiche sulla decisione clinica in situazioni specifiche e, subito dopo,
in situazioni generali. Fra queste ultime, il modello basato sulla variabilità biologica,
assume particolare rilievo anche perché è un modello collaudato,
applicabile ad almeno 300 diversi esami di laboratorio, assolutamente utile
per definire gli obiettivi di prestazione e l'errore totale tollerabile, per
aiutare nell'interpretazione sia del dato singolo che in caso di prelievi seriati,
e per legare la ricerca del miglioramento analitico a quella dell'applicazione
clinica.
Lo studio della variabilità biologica e delle sue componenti, l'individuazione
di specifiche di qualità basate sulla variabilità biologica stessa,
la rivisitazione dei concetti di "intervallo di riferimento per il normale" e
dell'utilità dei valori di riferimento nella pratica clinica, sono elementi
fondamentali nella preparazione dello specialista di laboratorio e nel suo
aggiornamento continuo.
Il libro di Fraser è, pertanto, una lettura consigliabile e consigliata
a chiunque voglia migliorare l'interpretazione e l'utilizzo degli esami di
laboratorio, a chiunque voglia migliorare la qualità analitica e complessiva
dei servizi di laboratorio clinico, ed a chiunque voglia comunque lavorare
per una medicina sempre migliore.
Quest'edizione italiana segna anche l'inizio di una collaborazione fra la Società Italiana
di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (SIBioC) e l'American Association
of Clinical Chemistry (AACC), per dare un aggiornamento qualificato ai professionisti
del laboratorio clinico italiano che proseguirà con altre traduzioni
di libri di grande interesse.
Un doveroso ringraziamento ed un plauso a chi ha curato la traduzione del libro
di Callum Fraser in modo esemplare, e cioè Romolo Dorizzi, Elisa Esposito
ed Italo Menozzi che hanno svolto un ottimo lavoro nel rendere non solo fedele
al testo originale, ma anche chiara e comprensibile, la versione italiana.
Mario Plebani
INTRODUZIONE
Molti analiti di interesse clinico possono modificarsi, nel corso della vita
di ogni individuo, semplicemente a causa di fattori biologici naturali implicati
nei processi di invecchiamento. Queste modificazioni si possono verificare
rapidamente in momenti critici del ciclo biologico, come nel periodo neonatale,
nell'infanzia, nella pubertà, nella menopausa e nella vecchiaia.
Alcuni analiti sono, inoltre, caratterizzati da ritmi biologici o "cicli" prevedibili,
che possono essere quotidiani, mensili o stagionali. Conoscere tali cicli è indispensabile
per curare correttamente il paziente.
Ad esempio, un campione biologico deve essere raccolto nel momento del ciclo
più appropriato ai fini clinici per i quali si deve utilizzare il risultato
dell'esame. Poiché la procedura per la produzione di buoni valori di
riferimento è molto complessa e richiede molto tempo, è importante
ottenerli in modo corretto, soprattutto per quei livelli importanti per la
decisione clinica. Inoltre, assenza di un ritmo o di un ciclo atteso può fornire
indizi importanti sulla presenza di una malattia e rappresenta il test funzionale
dinamico più semplice.
La maggior parte degli analiti non sono comunque caratterizzati da ritmi ciclici
rilevanti. La variabilità, infatti, può essere descritta come
una oscillazione casuale intorno ad un punto omeostatico. Questo fenomeno può essere
rilevato facilmente nella pratica. Se raccogliamo una serie di campioni provenienti
dallo stesso paziente per un dato esame, i risultati non sono tutti identici.
La variabilità dei risultati di un esame in ciascun individuo è dovuta
a tre fattori:
- influenze pre-analitiche - relative alla preparazione del paziente per il
prelievo, come la postura, e fattori relativi alla raccolta del campione, come
il tempo di applicazione del laccio;
- errore casuale analitico (precisione) - e possibilmente errore sistematico
(per esempio, variazioni nel bias dovute alla calibrazione);
- variabilità biologica intrinseca intorno al punto di equilibrio omeostatico
(denominata variabilità biologica intra- individuale o all'interno dell'individuo).
Se eseguiamo lo stesso esame in molti soggetti, ci accorgiamo che la media
dei risultati ottenuti in ogni soggetto non sarà rappresentata esattamente
dallo stesso numero. Il punto di equilibrio omeostatico individuale è variabile.
Questa differenza è chiamata variabilità biologica inter- individuale
o fra individui.
Per determinare in termini numerici l'entità della variabilità biologica
intra- e inter- individuale possiamo eseguire la seguente e semplice procedura:
1) reclutare un piccolo gruppo di volontari apparentemente sani (o pazienti
che non presentino patologie che possano interferire sull'analita in esame);
2) prelevare una serie di campioni da ciascun individuo ad intervalli regolari,
operando in modo da minimizzare la variazione pre- analitica;
3) conservare i campioni da analizzare;
4) effettuare l'analisi in duplicato per minimizzare la cause analitiche di
variabilità;
5) eliminare i risultati aberranti, cioè quei numeri che sono differenti
dalla massa dei dati;
6) determinare la variabilità analitica e le componenti di variabilità biologica
intra- e inter- individuale utilizzando una semplice analisi statistica della
varianza (ANOVA).
APPLICAZIONE DEI DATI SULLA VARIABILITÀ BIOLOGICACASUALE
Se abbiamo prodotto dei risultati utilizzando questa tecnica sperimentale,
potremo valutare quantitativamente:
- il valore medio della variabilità biologica intra- individuale
- la variabilità biologica inter- individuale.
Nel nostro laboratorio eseguiamo di rado questo lavoro sperimentale poiché in
letteratura esistono banche-dati di facile accesso dedicate alle
componenti della variabilità biologica. Si tratta di una procedura
in genere appropriata nella pratica quotidiana.
I dati relativi alle componenti della variabilità biologica possono
essere utilizzati per stabilire specifiche di qualità relativamente
a:
- precisione,
- bias,
- errore totale accettabile,
- differenza accettabile fra metodi,
-
l'uso di programmi di Proficiency Testing (PT, "programmi di abilità")
o di schemi di valutazione esterna della qualità (EQAS),
- metodi di riferimento.
I dati sulla variabilità biologica intra- individuale e sulla precisione
analitica possono essere usati per:
- determinare qual'è la variazione clinicamente significativa
in una serie di risultati dello stesso
individuo (valore della variazione di riferimento,
o RCV - Reference Change Value);
-
determinare la probabilità statistica che una variazione in
una serie di risultati individuali
sia significativa;
-
produrre dei valori obiettivi di D- check da utilizzare nella gestione della
qualità.
Il confronto fra la variabilità biologica
intra-e inter- individuale ci permette
di:
-
decidere sull'utilità dei valori di riferimento tradizionali
basati sulla popolazione (spesso denominati
valori normali);
-
chiarire perché la stratificazione dei valori di riferimento secondo
l'età ed il sesso, per esempio, può migliorare
la decisione clinica.
I dati sulla variabilità biologica
possono essere utilizzati
per altri scopi, compresi:
- il calcolo del coefficiente di affidabilità usato in epidemiologia;
-
la determinazione del numero di campioni necessari per ottenere una stima del
punto omeostatico ad una certa probabilità prestabilita
entro una data percentuale;
-
la scelta del modo migliore per esprimere i risultati ottenuti, del miglior
campione da raccogliere e della procedura di maggiore utilità potenziale.
Naturalmente
la creazione
e l'applicazione
di dati
sulla variabilità biologica
rappresentano
un prerequisito
essenziale
nello
sviluppo di qualsiasi
nuova
procedura
metodologica.
LA VARIABILITÀ BIOLOGICA
E LA
RICERCA
DELLA
QUALITÀ
Col
passare
degli
anni
ci
siamo
convinti
che
la
gestione
della
qualità richiede
molto più delle semplici tecniche statistiche del controllo di qualità che
abbiamo usato quotidianamente per molti anni: richiede, infatti, di inserire,
in modo integrato, la pratica di laboratorio, L'assicurazione della qualità,
il miglioramento e la pianificazione della qualità, ed infine, il controllo
di qualità. In breve, la gestione della qualità coinvolge
tutte
le fasi
necessarie
ad ottenere
risultati
di laboratorio
clinicamente
appropriati
ed interpretati
in modo
corretto,
comprese
la fasi
pre-
analitiche,
analitiche
e post-
analitiche
del nostro
lavoro.
E'
quindi
utile
per
quanti
sono
interessati
alla
gestione
della
qualità sapere
come generare o trovare ed applicare i dati numerici sulle componenti della
variabilità biologica nella pratica quotidiana. E' importante considerare
l'influenza della variabilità biologica
sugli
esami
di laboratorio
e sulla
interpretazione
dei risultati
di laboratorio.
DEFINIZIONE
DELLA
QUALITÀ
La
International
Organization
for
Standardization
(ISO)
definisce
la
qualità come "l'insieme
delle caratteristiche di un'entità che consente di soddisfare i bisogni
dichiarati ed impliciti". Questa definizione piuttosto complessa può essere
tradotta, almeno secondo noi, nell'affermazione che la qualità degli
esami
deve
permettere
ai nostri
clinici
di praticare
una buona
medicina.
Prima
di
poter
controllare,
praticare,
assicurare
o
migliorare
la
qualità del
laboratorio, dobbiamo conoscere esattamente qual'è il livello di qualità necessario
ad assicurare un soddisfacente processo decisionale clinico. Poiché il
servizio reso dal laboratorio comprende molto più dell'analisi tecnica
dei campioni, dobbiamo renderci conto che il momento particolare del giorno
o del mese in cui si ottiene un dato campione può influenzare il risultato
dell'esame e che la variabilità biologica
influenza
l'interpretazione
dei risultati
numerici
di un
esame,
sia
nel monitoraggio,
in cui
sono
valutati
risultati
seriati
ottenuti
in uno
stesso
paziente,
sia
nella
diagnosi
e
nel case-finding
in cui
molto
spesso
si usano
dei valori
di riferimento
basati
sulla
popolazione.
COME
USARE QUESTO
LIBRO
Questo
volume fornisce
concetti moderni
e recenti su come
generare ed
applicare i
dati relativi
alla variabilità biologica. In modo particolare questo
libro può essere
utile
per:
- riconoscere le molteplici sorgenti di variazione dei risultati
di un esame di laboratorio;
- capire l'importanza clinica dei ritmi biologici- ciclici;
-
generare e/o trovare dati quantitativi sulla variabilità biologica
intra e inter- individuale;
-
comprendere la gerarchia dei modelli da attuare per ottenere le specifiche
di qualità;
-
stabilire le specifiche di qualità per precisione e bias usando i dati
della variabilità biologica;
-
sviluppare le specifiche di qualità per l'errore totale accettabile
basato sulla variabilità biologica;
-
riconoscere che con i dati della variabilità biologica possono essere
generate specifiche di qualità per
altri usi;
- valutare le cause di variazione nel tempo dei risultati seriati di un
individuo;
- calcolare l' RCV nel monitoraggio nel tempo di ciascun individuo;
-
calcolare la probabilità che si verifichi una variazione nei
risultati seriati di un individuo;
-
calcolare i valori Delta-check da usare per la gestione della qualità in
laboratorio con l'impiego dei dati dei pazienti;
- generare i valori di riferimento basati sulla popolazione ed effettuare
una
stratificazione o ripartizione appropriata;
-
tenere conto dei limiti dei valori di riferimento convenzionali dovuti all'individualità biologica;
-
tenere conto dei numerosi altri usi "minori" dei dati di variabilità biologica;
-
riconoscere che i dati sulla variabilità biologica sono un
prerequisito essenziale all'introduzione di nuovi esami.
Lo scopo reale di questo libro è descrivere come produrre ed applicare
i dati quantitativi relativi alla variabilità biologica
casuale,
in
molti
ambiti
della
medicina
di
laboratorio.
Saranno
inoltre analizzate
le fonti
di questi
dati, facili
da reperire,
per permettere
che siano
applicati ovunque.
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