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B I O M E D I A S O U R C E B O O K S
BSB19– La Medicina di Laboratoriobasata
sulle prove di efficacia
Dai principi agli outcome
Romolo M. Dorizzi e Tommaso Trenti
PRESENTAZIONE DELLA EDIZIONE ITALIANA
Everything that rises must converge
Flannery O'Connor (1925-1964)
La presentazione della edizione Italiana di un volume dedicato alla Evidence
Based Laboratory Medicine (EBLM) a cura di Christopher P. Price e Robert H.
Christenson, due delle maggiori autorità mondiali del settore, si deve
prefiggere come primo obiettivo quello di non superare la lunghezza della prefazione
della edizione originale e noi vogliamo raggiungere questo obiettivo.
La Medicina di Laboratorio è chiamata sempre più a dimostrare
il suo ruolo nel miglioramento della salute dei pazienti e dei cittadini, negli "outcome
clinici", secondo quello che abbiamo imparato dal volume. Lo straordinario
sviluppo avvenuto in questi ultimi anni nella diagnostica è percepito
di rado, sia in ambito nazionale che internazionale, come il valore aggiunto
prodotto dalla Medicina di Laboratorio e dai professionisti che in essa vi
operano. Il laboratorio non viene riconosciuto come un anello fondamentale
nella catena del processo clinico complessivo, nonostante una diagnosi rapida
ed accurata sia la chiave per conservare la salute dei cittadini. L'abbraccio
che la tecnologia ha dato ai professionisti che operano in laboratorio rischia
di diventare l'"abbraccio della morte" in quanto essi sono considerati
spesso meri produttori di numeri.
La EBLM offre una grande opportunità per sviluppare la ricerca nel campo
della diagnostica clinica e per produrre una nuova conoscenza che, combinando
le metodologie proprie dell'epidemiologia, della statistica e delle scienze
sociali alle conoscenze fisiopatologiche tradizionali, permette di valutare
meglio il ruolo della diagnostica nel processo decisionale in medicina. La
EBLM può risultare preziosa nel consentire alla Medicina di Laboratorio
di partecipare alla definizione del percorso di cura e nella scelta degli strumenti
diagnostici più adeguati, accrescendo la visibilità e la caratterizzazione
delle competenze professionali laboratoristiche.
Se è necessario acquisire strumenti e metodologie per praticare l'EBLM,
questo processo non può essere delegato ai soli esperti qualificati
quali epidemiologi clinici, statistici, metodologi, ma deve coinvolgere anche
il laboratorista che, lavorando sul campo, è, di fatto, uno degli attori
principali del complesso processo clinico, diagnostico e terapeutico della
medicina di oggi. Il laboratorista che opera sul campo è anche uno dei
garanti di un efficace trasferimento delle conoscenze di base al paziente o
al cittadino.
Perché questo si verifichi occorrono strumenti adatti e siamo convinti
che questo volume rappresenti la più importante opera sull'argomento
prodotta fino ad oggi che viene a colmare una lacuna della nostra disciplina,
che rimaneva una delle poche a non avere testi di riferimento per l'EBM. Quanto è disponibile
per la Cardiologia, la Gastroenterologia, la Neurologia, l'Ostetricia e molte
altre specialità, risulta, infatti, spesso difficilmente trasferibile
alla Medicina di Laboratorio. Basta sfogliare l'indice degli autori per comprendere
che i migliori "maestri" della EBLM hanno partecipato alla preparazione
del testo e per convincersi che si tratta di un'opera importante. L'esperienza
pluriennale didattica e formativa degli autori traspare nel taglio e nell'approccio
dei diversi capitoli che spesso sono incentrati su casi clinici, esempi, tabelle
ed immagini che consentono al lettore di esercitarsi nella pratica dell'EBLM
mentre affronta le diverse parti. Il volume può diventare un vero manuale
pratico che può essere utile a tutti: da chi si avvicina alla EBLM per
curiosità, senza nessuna informazione di base, a chi ha già cominciato
a studiarla o, addirittura, a praticarla. I primi troveranno gli strumenti
per cominciare un percorso, i secondi troveranno gli approfondimenti che non
hanno trovato in altre fonti, ma che sono diventati necessari per proseguire
nella pratica della EBLM.
Questo progetto ha molti padri (e madri):
- Il Prof. Mario Plebani che ha avuto l'intuizione e l'abilità di acquisire
i diritti per la traduzione italiana per conto della Società Italiana
di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica e ne ha promosso
e sostenuto il lavoro.
-
Il Gruppo di studio per la Evidence Based Medicine della Società Italiana
di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica con il coordinatore Tommaso
Trenti ed il Gruppo di studio per la Medicina di Laboratorio basata sull'Evidenza
(EBLM) della Società Italiana di Medicina di Laboratorio, coordinato
da Romolo M. Dorizzi e sostenuto ed incoraggiato dal Presidente Nazionale Piero
Cappelletti che ha seguito con interesse il lavoro. I laboratoristi che hanno
contribuito alla traduzione rappresentano delle situazioni professionali molto
diverse e variegate, che coprono tutta l'Italia, da Palermo a Vicenza. La traduzione
ha richiesto impegno non comune; il volume affronta temi di avanguardia e di
grande attualità che coprono non solo ambiti molto diversi della
Medicina di Laboratorio e della Medicina, ma anche di Economia, Statistica
e Matematica.
- L'American Association for Clinical Chemistry che ha prestato grande
collaborazione, soprattutto nel fornire alcune immagini originali del volume
che hanno facilitato
la preparazione della traduzione.
-
Biomedia editore che ha coordinato la produzione del volume nella forma che
oggi si può apprezzare, con sollecita precisione, competenza ed
efficienza.
Ma veniamo ad un punto che ci sta molto a cuore: la
traduzione di questo volume ha rappresentato un progetto che ha visto collaborare
in maniera separata dal punto di vista geografico ma molto affiatata e compatta
dal punto di vista della comunione di intenti i gruppi di studio di due società scientifiche.
Si è trattato di un "laboratorio" di quello che dovrebbe
diventare la medicina di laboratorio nel nostro paese: il luogo fisico e
virtuale in cui colleghi (ed amici, come nel caso fortunato di questo volume)
con impegni diversi (e numerosi) ma con alcuni interessi ed alcune passioni
comuni lavorano insieme per il progresso, non solo per la sopravvivenza,
della disciplina.
Siamo convinti che, come ci ricorda la sciabolata di luce del titolo dell'opera
di Flannery O'Connor, se resteremo appiattiti sulle nostre abitudini percorrendo
le vecchie strade potremo restare per conto nostro, ma la necessità di "convergere" sarà tanto
più forte quanto "cresceremo" nella nostra professione.
" Tutto quello che cresce deve convergere" ci insegna Flannery O'Connor;
chi ha cominciato ad occuparsi di EBLM è cresciuto e ha sentito la necessità di
convergere in questo progetto.
Romolo M. Dorizzi e Tommaso Trenti (Verona e Modena, agosto 2005)
I traduttori e i curatori vogliono dedicare il loro lavoro ad Annamaria Mutschlechner
e a Piero Bonvicini che non ne potranno vedere il risultato.
PRESENTAZIONE
Di rado la carriera è determinata solo da affinità elettive.
Probabilmente la carriera professionale di tutti è influenzata da una
serie di eventi, contatti o esperienze che determinano quale via viene presa
di fronte ad incroci cruciali e quale sarà il momento fondamentale.
Questo evento può portare a prendere una via che ha affascinato o che
ha fatto vedere "la luce"; ovvero si può essere influenzati
da un mentore, da un familiare, da un insegnante che hanno aiutato a sviluppare
un determinato interesse o è servito come modello; l'evento determinante
può prendere anche la forma del coinvolgimento in un progetto o della
lettura di un articolo o di un libro che hanno cambiato il modo di pensare
o vedere le prospettive o che hanno suscitato una passione. Da questo punto
di vista la medicina di laboratorio non è diversa da molti altri campi
e noi sospettiamo che tutti quelli che si occupano di questa disciplina possono
ricordare l'evento, il contatto o l'esperienza che li ha spinti verso la medicina
di laboratorio piuttosto che verso la clinica, la scienza di base o un altro
settore di attività.
Una volta che il sentiero di una professione è stato preso, comincia
il viaggio; per avere successo è necessario uno studio continuo. Sin
dal periodo della formazione vi sono degli eventi sentinella che servono a
plasmare la carriera e, lungo tutta questa via, questi eventi influenzano il
modo in cui reagiamo ai problemi, il nostro approccio a situazioni e scenari
e il modo di vedere il ruolo della medicina di laboratorio nel sistema sanitario
locale e complessivo. Per molti una esperienza profonda di questo genere si è verificata
venendo a contatto con il libro "Beyond normality" del Dr.Galen e
del Dr. Gambino. Questo libro, pubblicato in una sola edizione nel 1973, spiegava
molto bene il concetto di sensibilità, specificità, valore predittivo
positivo e valore predittivo negativo, l'importanza di considerare la popolazione
in cui era eseguito l'esame e così via. Questo libro ha aiutato una
generazione di laboratoristi ad interpretare i risultati degli esami di laboratorio
in modo diverso. Un aspetto che ha reso questo lavoro particolarmente efficiente è stato
il tipo particolare di approccio; i punti fondamentali erano esemplificati
da esempi molto chiari. Un obiettivo importante della Evidence Based Laboratory
Medicine è quello di portare concetti rilevanti nella prospettiva del
laboratorista e nei processi di diagnosi, prognosi, monitoraggio dell'efficacia
dell'intervento e di valutazione degli effetti dell'intervento.
L'origine della Evidence Based Laboratory Medicine ha le sue radici nella epidemiologia
clinica.
La Medicina di laboratorio, come tutte le specialità comprende la interrelazioni
tra la logica, l'obiettività e la conoscenza di base della "scienza" con
l'"arte" della intuizione e delle sensazioni che non possono essere
spiegate. La "parola a quattro lettere" (oscena, NdT) bias è una
nebbia che frequentemente avvolge il processo razionale nella cura del paziente
a meno che siano ben presenti e ben chiare delle nozioni di base. Un obiettivo
importante della Evidence Based Laboratory Medicine è di fare incontrare
tecniche diverse e di fornire i mezzi per compensare la presenza di bias, e,
nello stesso tempo, di fondere gli aspetti scientifici ed artistici coinvolti
nel miglioramento dell'outcome del paziente.
Parte del fascino della medicina di laboratorio deve essere quello di avere
la funzione di ponte sull'abisso che separa la ricerca di base e la clinica.
Questo processo di traduzione coinvolge una miriade di sfide tecniche spinte
soprattutto dalla necessità clinica e comprende la definizione delle
prestazioni dell'esame in numerose condizioni cliniche, la valutazione dell'impatto
clinico, la valutazione dell'efficienza dal punto di vista economico, ed è influenzata,
come la decisione clinica, dai dati di laboratorio. Un altro motivo di attrazione
rilevante della medicina di laboratorio è la diversità, l'ampiezza
e la varietà dei compiti e delle attività. Questa diversità ha,
comunque, due facce poiché può determinare una perdita di concentrazione
su aspetti fondamentali. Per esempio, gli aspetti tecnici e finanziari dell'attività quotidiana
del laboratorio sono chiaramente degli aspetti critici; tuttavia, il concentrarsi
su questi aspetti non deve avvenire a spese della perdita della prospettiva
del paziente. Una costante fondamentale deve essere la "medicina" nella
medicina di laboratorio, che ci obbliga a considerare l'interpretazione e la
necessità degli esami dalla prospettiva del clinico. Da questa prospettiva
l'informazione ricavata dall'esame di laboratorio deve essere usata nello sforzo
di migliorare l'outcome del paziente e comprende l'approccio Bayesiano in cui è determinata
la probabilità pre-test di una malattia o condizione, e viene poi raccolta
l'informazione, cioè il dato di laboratorio, che si dimostra utile per
aumentare o diminuire la probabilità che l'ipotesi pre-test sia confermata
o esclusa. L'enfasi verso questo aspetto dei compiti del laboratorista è uno
degli obiettivi principali della Evidence Based Laboratory Medicine.
Vi sono talvolta degli eventi e delle esperienze che contribuiscono a precisare
il nostro modo di pensare e fanno "vedere la luce". La nostra sincera
speranza è che Evidence Based Laboratory Medicine servirà a questo.
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