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B I O M E D I A S O U R C E B O O K S
BSB9 - Il Valore Diagnostico del Dato di LaboratorioR. Malvano, A. Chiecchio, G. Vignati
P R E S E N T A Z I O N E
Nel momento in cui il Laboratorio clinico si interroga sul proprio futuro, diventa sempre più importante valutare criticamente la correttezza dei comportamenti fino ad oggi seguiti. La medicina basata sull'evidenza, da un lato, ed il continuo ridimensionamento delle risorse, dall'altro, ci spingono ad essere sempre più critici sulla reale efficacia dei test di laboratorio. Ma nel momento in cui questa efficacia viene messa in discussione, è spontaneo chiedersi se dai dati forniti dal laboratorio è stata effettivamente estratta tutta la possibile informazione e se tale informazione è stata correttamente inserita nel processo diagnostico.
Molto spesso i laboratoristi si sono affannati nella ricerca di traguardi di precisione ed accuratezza sempre più ambiziosi, scarsamente interessati al fatto che il frutto della loro fatica potesse essere valutato, ad esempio, in relazione ad intervalli di riferimento definiti magari in maniera frettolosa ed approssimativa. E' stato ignorato, o si è voluto ignorare, che per l'uso clinico che ne veniva fatto alcuni risultati avrebbero potuto essere espressi addirittura in termini semi-quantitativi. Al contrario, non si è dato peso al fatto che l'espressione di risultati in termini qualitativi, anche quando la tecnologia avrebbe potuto permetterci di esprimerli in maniera quantitativa, produceva una grave perdita di informazione.
Sul versante clinico decisioni, anche drammatiche, sono state prese sulla base di risultati, magari sostenuti da una pletora di cifre decimali, ma che non potevano assolutamente assumere quel significato che tipograficamente sembravano possedere.
Lo sforzo che Malvano, Chiecchio e Vignati conducono da anni, e di cui si trova ampia traccia nella letteratura internazionale, è volto al superamento di questa "compartimentalizzazione" del processo analitico e diagnostico attraverso un approccio che, integrando le varie sorgenti di errore, riesca ad associare il risultato alla sua incertezza, trasformando quindi un dato in un'informazione. Informazione che non proviene sempre e soltanto dalle certezze ma anche dal "dubbio" che sembra essere il vero protagonista di questo intelligente volume.
Se negli anni passati questo modello poteva avere un valore prevalentemente teorico, oggi l'inarrestabile disponibilità di strumenti informatici ne rende il mancato uso ingiustificatamente colpevole. La trasmissione di un referto per via informatizzata, sia ai reparti di cura che ai medici di base, non è più una prospettiva fantascientifica ma è già utilizzata in molte realtà. Questo rappresenta un veicolo ideale per l'arricchimento del referto con tutto quanto possa renderlo sempre più informativo.
Il lavoro degli amici autori è frutto della felice associazione di una profonda cultura laboratoristica con la curiosità ed il desiderio di interrogarsi in continuo sul senso del prodotto del loro lavoro. E' auspicabile che questi concetti vengano recepiti culturalmente sia dai laboratoristi che dai clinici e trovino quindi pratica applicazione nelle procedure informatizzate per la gestione dei laboratori.
Tutto questo nell'interesse di quel beneficiario finale, spesso negletto, che dovrebbe essere il paziente.
I N D I C E D E I C O N T E N U T I
Presentazione
- I passaggi critici del procedimento diagnostico
- Le caratteristiche di prestazione del metodo analitico e l'affidabilità diagnostica dei risultati
- Sensibilità e specificità
- Probabilità a priori e probabilità a posteriori
- La classificazione dei risultati
- Gli schemi dicotomici
- Il superamento del modello dicotomico
- Le variabili di campionamento
- L'incertezza dell'informazione diagnostica
- L'errore campionario
- L'imprecisione di misura
- La variabilità totale: il valore informativo del dubbio
- E i metodi qualitativi?
- L'informazione multipla
Schemi di combinazione- Correlazione e validità diagnostica dei saggi combinati
- Costo ed efficacia della combinazione di saggi
- La "socializzazione" dell'informazione
- Considerazioni conclusive
- Bibliografia
Per
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