Le tabelle contenute in questo handbook riportano in modo schematico le informazioni essenziali per l'utilizzo clinico dei markers tumorali nelle patologie in cui essi sono considerati di qualche utilità. In esse viene riportato l'obiettivo clinico per il quale i markers tumorali sono richiesti, una classificazione operativa dei markers da usare, le fasi della malattia in cui usare i markers tumorali e i criteri di interpretazione più convenienti.
OBIETTIVO CLINICO
Si distinugono i seguenti momenti clinici:
- Diagnosi differenziale con malattia benigna: si riportano i markers tumorali che hanno potenzialità diagnostica nel distinguere appunto il tumore dalle patologie ebenigne dello stesso organo;
- Bilancio di base: si riportano i markers tumorali utili nell'inquadramento iniziale del paziente a diagnosi fatta, prima di ogni intervento terapeutico; in particolare si riferisce se i markers tumorali danno indicazioni sull'estensione della malattia, sul tipo istologico o sulla prognosi;
- Risposta al trattamento primario: si riportano i markers tumorali che danno indicazioni circa la radicalità del trattamento del tumore primitivo;
- Riconoscimento precoce della progressione: si riportano i markers tumorali che sono considerati efficaci per l'identificazione precoce di una eventuale ricaduta della malattia.
- Monitoraggio della terapia per la malattia avanzata:si riportano i markers tumorali che possono essere usati per monitorizzare l'efficacaia delle terapie per la malattia metastatica.
MARKERS DA USARE
In pressoché tutte le più comuni neoplasie sono stati studiati numerosi markers tumorali. Inoltre, i markers dell'ultima generazione identificati mediante anticorpi monoclonali vengono spesso valutati in un vasto ambito di patologie tumorali.
E' pertanto necessario scegliere per ciascun tipo di neoplasia il o i markers da utilizzare ed escludere quelli di provata inefficacia.
Fra i markers da utilizzare, da un punto di vista pratico si può distinguere fra markers sicuramente utili e markers probabilmente utili.
Markers di prima scelta. Sono i markers sicuramente utili per i quali esiste una solida letteratura biologica e clinica, tale da garantire nell'utilizzo routinario un rapporto costo/risultato favorevole.
Markers di seconda scelta. Sono markers probabilmente utili e comprendono quelli per i quali ad una letteratura biologica consolidata non fa riscontro una verifica clinica definitiva del rapporto costo/risultato, ma che inseriti in protocolli di valutazione clinica possono dare utili informazioni addizionali.
Markers Affini. Diversi biomarkers appartengono a famiglie chimiche nell'ambito delle quali esistono più markers dai quali ci si dovrebbero attendere informazioni molto simili in una data patologia (markers mucinici, markers citocheratinici). In numerose circostanze prestazioni diagnostiche affini sono state già riportate in letteratura. Considerato che non in tutte le Istituzioni sono disponibili gli stessi markers, nelle tabelle viene indicato il marker più studiato nella patologia in oggetto. Nel caso esistano uno o più markers affini, una apposita indicazione (A!) rinvia ad una tabella a parte dove sono riportati i markers che possono essere usati in alternativa, in quanto è ragionevole attendersi da essi indicazioni cliniche non significativamente differenti dal marker suggerito. Va ribadito comunque che si tratta di una scelta di tipo alternativo e che l'associazione di più markers affini è da prescrivere.
TEMPI
Si riferisce quando e con che eventuale sequenzialità è più opportuno dosare i markers tumorali per ciascuno degli obiettivi clinici citati.
CRITERI DI INTERPRETAZIONE
La disponibilità di uno o più campioni seriati per lo stesso paziente fa si che si debbano usare sia criteri basati sul valore soglia che criteri decisionali dinamici. Per ciascuno di essi si rimanda alla parte del testo in cui è discusso in dettaglio il particolare criterio interpretativo.
FORZA DELLE RACCOMANDAZIONI
(Modificata da: Woolf SH, Sox HC. The expert panel of preventive services: Continuing the work of USPSTF. Am. J. Prev. Med., 1991; 7:326)
Le raccomandazioni relative ai markers da usare in prima scelta sono state classificate come segue:
- A. Esistono buone evidenze scientifiche che sostengono la raccomandazione;
- B. Esistono discrete evidenze scientifiche che sostengono la raccomandazione;
- C. Esistono scarse evidenze scientifiche per consigliare o meno l'uso dell'intervento nella pratica clinica, ma raccomandazioni possono essere ugualmente fatte sulla base di altre considerazioni.
Nel caso dei biomarkers mancano studi prospettici, controllati e randomizzati. Pertanto, le raccomandazioni sono soltanto di tipo B o C. Per rendere più immediata l'associazione delle raccomandazioni con la forza delle stesse, le raccomandazioni di tipo B sono evidenziate con un asterisco, quelle di tipo C con il simbolo ». Le informazioni non evidenziate con l'asterisco o il simbolo » rappresentano indicazioni che si basano su dati non sufficientemente verificati.