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Tra i principali obiettivi indicherei senz’altro quello di rafforzare le strategie esistenti che prevedono alleanze e condivisioni tra le Società Scientifiche dell’area della Medicina di Laboratorio. I congressi realizzati in collaborazione con la SIMeL e la prospettiva di realizzare “La settimana della Medicina di Laboratorio” con la partecipazione anche di AMCLI rappresentano un esempio felice e un’azione concreta in questa direzione. Una strategia, questa, di condivisione delle conoscenze e delle eccellenze cliniche raggiunte nei nostri laboratori che intendo rafforzare ulteriormente attraverso l’apertura alle occasioni di confronto con le Società Scientifiche cliniche in modo da superare le barriere della divisione dei saperi e andare sempre più verso una sinergia delle conoscenze.
La maggiore conoscenza della medicina di laboratorio, inoltre, è legata anche a un altro importante obiettivo che è quello di rafforzare la rappresentatività delle Società Scientifiche ai tavoli istituzionali che è un altra delle mete più importanti da continuare a perseguire. Le decisioni politiche, infatti, soffrono spesso dell’assenza di conoscenza dei dati, dei contenuti, ma anche del contributo apportato dalla Medicina di Laboratorio in termini di efficienza ed efficacia in sanità. E in questo senso si tratta di dare maggior forza alla strada tracciata dalla precedente presidenza di Mario Plebani attraverso la quale siamo riusciti ad essere protagonisti di importanti documenti ed interventi che, per esempio, nella CUD hanno impedito l’applicazione del “prezzo unico”. L’elaborazione di questo documento oltre che avere inciso praticamente sulla realtà, ha avuto come effetto anche la difesa e la valorizzazione di tutta la nostra professione per la quale c’è bisogno di continuare a vigilare e cooperare con tutte le forze dell’area della Medicina di Laboratorio. Una maggiore capillarità nella comunicazione con i soci credo, inoltre, sia un altro importante impegno da assumere per rendere più forte la nostra Società. La maggiore adesione alle politiche intraprese dal Consiglio Direttivo da parte di tutti i Soci attraverso i Delegati Regionali significa, infatti, una maggiore compattezza e quindi una maggiore salute dell’intera Istituzione. Ciò significa impegnarsi all’ascolto di realtà diverse, a una maggiore ricchezza di conoscenza e quindi a un maggior patrimonio di dati da analizzare e noi che facciamo Medicina di Laboratorio sappiamo quanto sia importante la ricchezza dei dati per un’analisi complessiva. Il battito cardiaco della Società intera sta nelle mani dei Delegati regionali, nella loro capacità di spiegarci criticità e punti di forza e nella nostra di interpretarli correttamente. Concretamente tutto questo significa per me la programmazione di uno spazio fisico d’incontro in ogni regione con i rispettivi Direttivi Regionali, in modo da creare un confronto diretto con i protagonisti delle diverse realtà fatto di dialogo reale, e non virtuale in modo da poter avere un feed-back immediato sulle proposte, sugli argomenti da discutere per creare piattaforme di discussione reali che possano tradursi in iniziative volte a migliorare situazioni locali e nazionali. Ma anche a poter prospettare una revisione dello statuto che migliori la coesione tra le diverse figure professionali della Medicina di Laboratorio ed il ricambio generazionale, il più possibile condivisa e comprensiva di tutti gli stimoli offerti dal dialogo diretto che intendo attivare. Sempre nell’ottica della condivisione è mia intenzione garantire la produzione di Linee Guida e documenti operativi validati scientificamente e aprirli al confronto con le Società Scientifiche di settore anche cliniche quale strumento di lavoro pratico e di protezione a livello decisionale. La nostra Società, infatti, è ricca di tantissimi professionisti della medicina di laboratorio di grande esperienza, per cui lo sforzo sarà quello di rendere il loro sapere patrimonio comune di tutti i soci che si riconoscono nella necessità di operare in ambiti armonizzati per garantire un servizio di qualità alla collettività. In quest’ottica inoltre, grazie al lavoro dei Gruppi di Studio questa presidenza intende seguitare a sostenere e promuovere l’attività della Scuola di Formazione Permanente in Medicina di Laboratorio, principale risposta alle esigenze di formazione e aggiornamento dei nostri soci. Per ottenere la massima condivisione è, ovviamente, necessaria un’operazione di comunicazione che sicuramente trova nella nostra rivista Biochimica Clinica uno strumento strategico che continuerà ad avere tutto l’appoggio necessario per proseguire il suo rinnovato e qualificato lavoro. E’ molto importante inoltre favorire con gli strumenti propri di una società scientifica la traslazione delle innovazioni diagnostiche dal laboratorio di ricerca al laboratorio clinico. In questo senso la varietà dei profili professionali dei soci della nostra Società che lavorano in laboratori ospedalieri, universitari e di ricerca sono una ricchezza inestimabile. Questa eterogeneità di competenze, infatti, rappresentano la base perché l’interazione e la reciproca validazione tra la ricerca di base e quella applicata traduca il più rapidamente possibile in pratica clinica quanto è stato dimostrato dalla ricerca e segnalato dalla letteratura. Tutta la nostra attività e il livello di conoscenza che riusciamo a condividere acquista maggior valore e significato in un confronto di livello internazionale. Mantenere e se possibile aumentare un’elevata rappresentatività di SIBioC a livello internazionale è pertanto un altro degli obiettivi da consolidare. E in quest’ottica, infatti, particolare valore assume l’impegno di questa presidenza nel garantire tutto l’appoggio necessario alla preparazione del Congresso EuroMedLab IFCC-EFCC del 2013 che si terrà a Milano e sostenere gli esponenti della SIBioC nei Gruppi di Lavoro e nelle Commissioni degli organismi internazionali. Come vedete nell’elenco delle mie priorità ricorre spesso la parola “condivisione”, un termine che evoca il ponte tra diverse realtà, che implica l’esperienza della sinergia e della collaborazione, che mette in prima linea l’obiettivo e la determinazione a conseguirlo collettivamente. A questo proposito, infatti, vorrei ricordare che questa è una presidenza per la prima volta femminile nella storia SIBioC. Questo desiderio di trasformare il presente valorizzando il passato, di massima condivisione e di dialogo più volte richiamati nelle priorità elencate, credo siano bisogni storicamente legati in modo peculiare all’esperienza femminile. Ed è ad essi, in particolare che mi piacerebbe richiamarmi nella guida di questa Società e soprattutto al modo in cui le donne fanno tesoro delle esperienze per metterle a servizio della comunità che, in questo caso, è la nostra comunità di professionisti della Medicina di Laboratorio. Nel segno della continuità e della tradizione, quindi, ma anche del cambiamento, laddove il mutamento di realtà e di condizioni lo richiede, questa presidenza vuole realizzare molte attività e iniziative che è però cosciente di poter garantire soltanto perché forte della collaborazione di tanti amici e colleghi che a questa Società hanno dedicato tempo, energie e donato con tanto entusiasmo tutta la loro preziosa esperienza. A loro ed a tutti voi il ringraziamento per la fiducia concessami e l’augurio di raggiungere insieme grandi traguardi. Un abbraccio Roberta Pacifici Indietro |